Moltitudine Inarrestabile (Benedetta Irrequietezza)

Come è nato il più grande movimento al mondo e perché nessuno se ne è accorto

Avatar non è solo un film… 4 Commenti

Survival International, l’organizzazione che difende i diritti dei popoli indigeni, ha rivolto un appello al regista del film Avatar, James Cameron, a nome della tribù dei Dongria Kondh dell’India. Lo ha fatto con un annuncio pubblicato oggi, 8 febbraio, su Variety, la rivista dell’industria cinematografica.

Nell’appello, Survival chiede a Cameron di aiutare la tribù dei Dongria Kondh dello stato di Orissa (India), la cui storia è incredibilmente simile a quella dei Na’vi di Avatar.

Ecco il testo dell’annuncio:
Appello a James CameronAvatar non è solo fantasia… è anche realtà. La tribù dei Dongria Kondh, in India, sta combattendo per difendere la sua terra da una compagnia mineraria determinata a distruggere la sua montagna sacra. La prego, aiuti i Dongria.

Noi abbiamo visto il suo film – ora lei guardi il nostro: http://www.survival.it/film/mine

Il filmato di Survival dura 10 minuti e si intitola “Mine: storia di una montagna sacra”. La voce narrante dell’edizione italiana è quella di Claudio Santamaria, testimonial dell’associazione, e illustra la difficile situazione dei Dongria.

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February 11, 2010 - 11:47 PM Commenti (4)

“Una Irrequietezza Benedetta ed Inarrestabile” (di Maurizio de Gregorio) 1 Commento

(Tratto da fiorigialli.it)

Paul Hawken ha scritto un libro memorabile in cui espone la dinamica evolutiva dei vari movimenti sia ecologisti che per la giustizia sociale. Ripercorrendo la storia del pensiero (americano) ambientalista e dei movimenti per i diritti civili, giunge ad individuare un movimento perenne più generale che è sotteso a tutti i vari movimenti in azione nelle varie epoche e situazioni. Infine analizza il movimento no global, ne delinea il suo esser formato da reti di movimenti e il suo carattere assolutamente non ideologico.

L’universalità di questo movimento dei movimenti (si sta formando dappertutto), la sua capacità di contaminare ogni bacino culturale e persino la sua frammentarietà lo inducono a considerarlo come la risposta immunitaria socio-culturale al degrado ambientale, alla degenerazione economica e alla corruzione sociale. Un movimento che non avendo capi, ideologie e strutture non può magari vincere direttamente niente ma che al contempo è imprendibile e indomabile, riemerge quando vuole, muta di dimensione, forma e obiettivi a seconda delle specifiche situazioni.

Cioè, in realtà, ci dice, è il movimento evolutivo dell’umanità, il cui compito non è ristretto nelle credenze specifiche e ristrette di qualsiasi ideologia o organizzazione e il cui obiettivo non si esaurisce mai nelle iniziative specifiche che mette in atto, poiché non intende vincere su una parte ma si pone invece il compito grandioso di ereditare tutto.

Benedetta Irrequietezza
, è questo il titolo originale del libro (in inglese Blessed Unrest), è stato tradotto in italiano con invece il titolo di Moltitudine Inarrestabile. Entrambi i titoli possono essere considerati validi anche se il titolo originale inglese meglio connota la visione olistica e trascendente sulla quale il testo di Paul Hawken è sviluppato.

Il titolo italiano Moltitudine Inarrestabile richiama l’immagine novecentesca del popolo in cammino per la sua emancipazione o liberazione e probabilmente risente della cultura e della retorica rivoluzionaria più tipicamente europea, anzi italiana, un bagaglio culturale ancora in parte ideologico e legato alle passate e fallimentari storie della sinistra italiana.

Per questo motivo il libro di Hawken potrebbe non essere realmento compreso o più semplicemente frainteso. Se non ci si libera dagli occhiali ideologici tradizionali infatti, non ci si renderà conto che quando Hawken mette insieme la moltitudine diversissima dei vari movimenti e associazioni che lo compongono, propone una visione di ecologia profonda, uno schema olistico e quindi fonda compiutamente una teoria politica new age.

La biografia stessa di Paul Hawken contiene un percorso dagli orti magici della comunità new age di Findhorn alla creazione di una delle prime piccole catene di negozi bio in America, una lunga e approfondita ricerca e pratica dei rapporti tra economia e ambiente, l’esperienza diretta e lo studio teorico di come può essere un commercio alternativo sino al suo libro precedente: Capitalismo Naturale. In esso, riconoscendo come tutto il gioco economico si articoli in realtà sulla dotazione di capitale ambientale (visto anche come sociale)si individua in una economia ecologica l’unica possibilità di reale successo e validità della sfera economica che solo con il recupero della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale può riacquistare una qualsiasi possibile qualità morale.

Anche se la parola new age è passata di moda, per i suoi vistosi fallimenti e per quanto sia stata ignobilmente distorta e manipolata, di questo si tratta, di una teoria politica e culturale autenticamente new age. Si prenda a confronto il famoso (all’estero) testo di Marylin Ferguson, la Cospirazione dell’Acquario , (considerato come una bibbia per la new age) e si considerino le sue tabelle di cambiamento di paradigma in ambito politico, ambientale, in educazione e sanità e se ne vedranno direttamente le connessioni con Benedetta irrequietezza.

Il movimento dei movimenti di cui si sta parlando agisce da tempi immemori e dalla fine degli anni ’60 è diventato via via più riconoscibile, man mano che emergeva nella società e nelle coscienze individuali, come fiorigialli ad ogni stagione.

Da tanti anni tutto ciò che si muove, in positivo per la trasformazione della società e per la salvezza del pianeta è new age, anche se non si può dire poichè il termine è stato sputtanato.

E in fin dei conti è anche meglio, perché come ricorda proprio Hawken, questo movimento non ha capi, ideologie né può esser richiuso in qualsiasi schema. E spiegando questo illustra proprio il carattere inafferrabile e trascendente della new age stessa.

Definizioni a parte, Moltitudine inarrestabile rivela i ponti sia visibili che nascosti tra i movimenti di tipo ambientalista, i movimenti dei diritti civili e di giustizia sociale ed i movimenti di liberazione dei popoli indigeni: un filo comune che collega il creativo metropolitano al contadino sino all’ultima tribù indigena nelle foreste dell’Amazonia.

Già ripercorrendo la storia dei movimenti ambientalisti americani emerge la progressione di coscienza che porta dal conservazionismo ambientale sino alla critica più radicale del sistema economico e culturale moderno. Ed in modo simile avviene lo stesso cammino convergente dei movimenti per i diritti civili e per la giustizia sociale verso il riconoscimento della visione ecologista.

Bellissimo il racconto del cammino delle idee che va da Emerson (trascendentalismo) a Thoreau, passando per Gandhi, la Baghavad Gita e tornando a Martin Luther King, così come quello che porta dalla prima creazione dei parchi naturali all’ecologismo dei Friends of the Earth sino al movimento no global di Seattle.

Una interconnessione di movimenti ed esperienze che viaggia sulle idee che passano da parte a parte, si applicano e si trasformano viaggiando ai quattro angoli del mondo, idee libere come l’energia, non sono proprietà di nessuno e vanno dappertutto.

Agli occhi di un indigeno, poichè vive sulla Terra, giustizia ambientale e giustizia sociale sono la stessa cosa; sono invece le moltitudini cittadine sradicate da se stesse e dalla terra che stentano a riconoscere questa semplice verità: invece di essere radicate alla Terra, sono imprigionate nella bugia della crescita infinita, nel consumismo di massa, ingannate da favole scientiste e materialiste e truffate da pseudo religioni, sedotte dall’immoralità ed attirate nella spirale distruttiva del nulla.

Dice Hawken: “curare le ferite del mondo e dei suoi abitanti non richiede santità o un partito politico, ma solo buon senso e perseveranza. Non si tratta di una attività di destra o di sinistra (conservative or liberal -nel testo originale), si tratta di un atto sacro”.

La profondità di visione e analisi raccolta in questo magnifico libro ne richiede riflessione e approfondimenti, ne consigliamo assolutamente lettura.

Parliamo un un attimo delle piccole vicende italiane, il libro è uscito in Italia a fine maggio, pochi giorni prima delle elezioni europee e se ne sta diffondendo la lettura per passaparola. La sua lettura agevola ad una interpretazione più ampia di quanto sta avvenendo nella politica e società europea.

Fallite tutte le ideologie, sta tramontando l’epoca dei partiti di massa, sia socialdemocratici che popolari, lentamente si delinea una nuova sensibilità e consapevolezza che va oltre lo schema destre/sinistre. Le formazioni ecologiche oscillano in tutta l’europa occidentale intorno al 10% e dove meglio interpretano la benedetta irrequietezza raggiungono il 16% come nel caso di Ecologie Europe di Cohn Bendit in Francia, candidandosi a forza determinante per il futuro. Da Obama a Cohn Bendit spira un nuovo vento anche sull’Europa.

Europe Ecologie di Cohn Bendit è una moderna lista ecologica che raccoglie il meglio della società civile, va dai verdi tradizionali alla magistrata anticorruzione Eva Jolie sino al no global Josè Bovè.

Come se in Italia vi fosse un formazione che raggruppa Antonio Di Pietro, Beppe Grillo e Carlo Petrini, sino a quel che resta dei verdi ed al cosmo delle associazioni ambientaliste, di volontariato e della società civile, un insieme, guardiamo bene, quasi visibile, che in Italia potrebbe mobilitare anche più del 20% dei consensi.

Più che altrove, è proprio in Italia che si può avvertire l’urgente necessità di una visione comune di giustizia ambientale e sociale: L’inquinamento ambientale è una corruzione ecologica quanto la corruzione è inquinamento sociale ed economico.

Intorno, nell’impazzimento generale, prosegue la degenerazione della vita collettiva, la lunga agonia dei partiti storici, il fallimento delle culture tradizionali di destra e di sinistra.

Hawken ci ricorda che ci vollero più di cento anni perché si coniasse il termine di rivoluzione industriale, essa fu riconosciuta solo quando si era già compiuta. Oggi ci troviamo davanti qualcosa che non ha nome, forse una rivoluzione ecologica, forse il risveglio spirituale dell’umanità, il bello non è definirla ma prendervi parte.

Fuori e lontano dall’illusione di massa, ferve una vita sociomolecolare che sta trasformando dall’interno le coscienze individuali e collettive, è presente dappertutto, spesso ancora clandestina, una benedetta irrequietezza, è inarrestabile, sta arrivando.

Maurizio de Gregorio

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June 30, 2009 - 10:25 PM Commento (1)

ATTIVISMO AMBIENTALE & POLITICO, RESILIENZA ED EVOLUZIONE FILOGENETICA: un quadro contemporaneo (di Dario Tamburrano) Nessun Commento

(tratto da decrescitafelice.it)

“In Occidente abbiamo questa presunzione straordinaria,
che mentre noi abbiamo lavorato duramente
alla creazione di meraviglie e innovazioni tecnologiche,
le altre culture del mondo siano rimaste intellettualmente ferme.
Niente potrebbe essere più lontano dalla verità.
Né tale differenza è dovuta ad alcun tipo di superiorità degli occidentali in materia.
Ora sappiamo che dal punto di vista biologico
è vero ciò che noi abbiamo sempre sognato essere vero
dal punto di vista filosofico,
ovvero che siamo tutti fratelli e sorelle.
Per definizione, possediamo tutti lo stesso patrimonio  genetico.
Ciò significa che ogni singola società e cultura umana,
per definizione, condividono la stessa acutezza mentale,
la stessa capacità intellettuale.
E che il genio grezzo venga messo al servizio della stregoneria tecnologica
o a districare il complesso intreccio della memoria relativa a un mito,
si tratta semplicemente di scelte e orientamenti culturali.”
Wade Davis, The Ethnosphere and the Academy


ATTIVISMO E PARADOSSI DELL’ERA CONTEMPORANEA

Diritti umani e giustizia sociale, decrescita e sostenibilità ambientale, sarà capitato a tutti noi, almeno una volta, di chiedersi se l’impegno che mettiamo nel diffondere e difendere questi principi  possa ottenere risultati tangibili e duraturi.

Confrontandosi con i nostri stessi più cari amici e familiari, quanti di loro si mostrano del tutto refrattari ad un qualsiasi cambio di atteggiamento non conforme ai disvalori standardizzati e globalizzati dell’apparire, del consumo e della crescita materiale ad ogni costo?

Quante volte, ci siamo sentiti una goccia solitaria ed alla deriva in un mare troppo grande? Quante volte, confusi e disorientati, senza certezze, in questo magma contemporaneo di eventi ed informazioni contrastanti e parcellizzate che quotidianamente irrompono nelle nostre coscienze?

La storia della specie ha subito negli ultimi secoli una accelerazione logaritmica. Oggi una sola generazione è stata testimone di un esplosione demografica e produttiva senza precedenti. L’applicazione delle tecnologie ha creato oggetti e servizi che hanno rivoluzionato in brevissimo tempo gli usi ed i costumi dei singoli e delle masse. Abbiamo assistito alla globalizzazione delle idee e delle merci, all’avvento della mobilità individuale su scala planetaria, alla fine della guerra fredda ed al crollo di tutte le ideologie politiche che fino a pochi anni dominavano il mondo.

Se tutto ciò ha portato grandi speranze, i neofondamentalismi economici e religiosi, la crisi degli ecosistemi, il progressivo impoverimento delle risorse naturali, l’instabilità climatica, lo sfruttamento neocoloniale di buona parte del pianeta, il genocidio, non solo culturale, delle diversità, ci hanno instillato d’altra parte enormi preoccupazioni ed interrogativi.

L’uomo contemporaneo occidentalizzato, che grazie alla disponibilità di grandi mezzi, sarebbe dovuto crescere in senso critico, in tempo libero ed in libertà e diritti, è invece diffusamente anestetizzato, inconsapevole ed impotente. Imbrigliato in questo incredibile paradosso della modernità.

All’interno di questo quadro si inserisce a sorpresa l’interpretazione olistica e positiva dello stato attuale dell’umanità che Pawl Hawken ci fornisce nel suo ultimo saggio “Moltitudine Inarrestabile”.

IL PANORAMA GLOBALE DEI MOVIMENTI

LOCALI E SOVRANAZIONALI

Hawken esordisce delineando un ampio panorama delle organizzazioni e delle comunità che attualmente operano nel pianeta per la difesa dei diritti umani e civili e per la sostenibilità ambientale. Emerge da questa sorta di censimento che questo numero è impressionante in ogni luogo e senza differenza di razza e cultura. Queste associazioni di individui costituisco nel loro complesso un movimento spontaneo ed auto-organizzato, senza un centro ed un’ideologia portante che sfugge alla categorizzazione classica al punto tale che i media non sono in grado di recepirne la portata ubiquitaria e di coglierne l’aspetto innovativo.

LA FUSIONE DELLE CULTURE INDIGENE CON L’AMBIENTALISMO E LA GIUSTIZA SOCIALE

Secondo Hawken, in questo che egli definisce il “movimento senza nome”, stanno confluendo in un’unica visione sia gli insegnamenti e i valori delle culture indigene di ogni continente, sia le tematiche proprie dei movimenti ambientalisti, per la giustizia sociale ed i diritti umani. Per la prima volta nella storia dell’uomo si assiste ad una moltitudine di individui che a volte inconsapevolmente, pur nella loro diversità, operano nella stessa direzione.


IL SISTEMA IMMUNITARIO DEL PIANETA

Similmente ad un sistema immunitario che è formato da più parti che collaborano tra di loro per reagire agli attacchi infettivi, questo movimento è, per Hawken, paragonabile ad una risposta immune della specie umana nel suo complesso, come reazione di autodifesa alle politiche economiche di sfruttamento dei popoli e di distruzione degli ecosistemi che minano la sopravvivenza dell’umanità stessa.

SALTO QUANTICO FILOGENETICO

Questo movimento dei movimenti può pertanto essere considerato come un nuovo organismo, un salto quantico filogenetico e culturale, in risposta alle nuove pressioni ambientali e storiche, cui la nostra specie è attualmente soggetta. Sappiamo che miliardi di anni fa, da un brodo primordiale di atomi e molecole, sono miracolosamente ed improvvisamente nate le prime cellule capaci di autoreplicarsi, le quali si sono differenziate ed unite collaborativamente prima in organismi pluricellulari e poi in esseri superiori dotati di tessuti ed organi comunicanti per mezzo del sistema nervoso.


INTERNET COME SISTEMA NERVOSO,

DATI CULTURALI COME GENI

Ecco che, oggi, ha preso forma un corpo unico formato da una moltitudine di organizzazioni ed individui, che interagiscono tra di loro, grazie all’avvento dei nuovi media sociali figli di internet; l’esistenza di una rete di comunicazione così ramificata e veloce, rappresenta il sistema nervoso di questo organismo simbiontico sovraspecie i cui geni non sono più le molecole di DNA, ma le informazioni multiculturali presenti e latenti che nella rete sono memorizzate, attivate e trasmesse in un’inarrestabile fecondazione incrociata dalle conseguenze inesplorate ed imprevedibili.

DIVERSITA’, SIMBIOSI E RESILIENZA

Questo fenomeno di tipo organico è in grado di mutare e di riorganizzarsi velocemente come un virus, in virtù proprio dell’assenza di un ideologia statica e di un controllo centrale, e fa, della molteplicità di culture e conoscenze integrate, il suo punto di forza, analogamente ad un sistema naturale che aumenta la sua resilienza parallelamente al crescere della sua biodiversità.

IL MOVIMENTO COME NUOVA FORMA DI VITA INTELLIGENTE, INVISIBILE E SOVRA SPECIE

Un movimento, quindi, particolarmente intelligente per la sua adattabilità che ha tutto l’aspetto di una forma di vita nuova e non catalogabile, e quindi invisibile, potenzialmente in grado, pertanto, di affrontare e superare le enormi sfide che ci attendono. E’ un evento di portata epocale nella storia dell’uomo che fornisce un significato assai profondo al nostro impegno individuale e collettivo. Senza saperlo, ne facciamo già parte e ci ha già contagiato vivendo dentro di noi. Chi è in grado di vedere anche in Italia il superamento degli schieramenti ideologici ed immobilizzanti del secolo scorso, sta già costruendo in maniera consapevole, il futuro sostenibile, sociale e politico del nostro paese.

Dario  Tamburrano, San Giovanni a Piro (SA), 30 giugno 2009

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June 30, 2009 - 10:12 PM Nessun Commento

Il problema sulla visualizzazione dei commenti Nessun Commento

Grazie alla gentilissima segnalazione di una lettrice, mi sono accorto che esiste un problema nella visualizzazione dei commenti. Ho trovato l’errore nei files del sito e spero di poter ripristinare il prima possibile (in giornata credo) la funzione.

UPDATE: problema risolto!

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June 26, 2009 - 11:45 AM Nessun Commento

Messaggio ai lettori 2 Commenti

Il caso ha voluto che  proprio oggi e proprio nel giorno del solstizio d’estate, abbia finito di caricare online gli estratti di questo testo così affascinante.

Oggi sono molto turbato per quello che si vede su youtube. Mi viene spontaneo dedicare a Neda, la ragazza sedicenne uccisa in Iran, questo piccolo contributo per la diffusione di una visione diversa del mondo. All’iraniana Neda e per una toccante analogia anche all’italiana Giorgiana Masi, giovane vittima di casa nostra che non dovrebbe mai essere dimenticata.

Mi auguro che questo blog venga letto e sopratutto meditato dal maggior numero di persone. L’argomento non è dei più facili, ci sono molte conoscenze scientifiche alla base della visione di Hawken non sempre digeribili ad una prima lettura. Ma credo che non si potesse mandare un messaggio di speranza migliore e più chiaro di questo. Sopratutto in quest’epoca ove le trame del potere economico si intrecciano ancora in maniera oscura e minacciosa su tutti i Popoli del Pianeta e su tutti gli Esseri Viventi della Terra ed è davvero, davvero arduo distinguere il Bene dal Male. Non rimane che avere della Speranza nel Cuore ed Agire in prima persona…

Con Amore… a tutti i lettori di questo spazio.

Dario

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June 21, 2009 - 11:24 PM Commenti (2)

Estratti del 2° capitolo pubblicati! Nessun Commento

Mi sto dedicando ora ad indentificare i passaggi piu’ significativi dell’ottavo capitolo “IMMUNITA’ “.

Nel frattempo consiglio la visione di questo filmato su youtube ove ho composto alcune scene tratte dal film “Il pianeta verde”.

Fa davvero riflettere…


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June 12, 2009 - 10:54 PM Nessun Commento

Oggi carichero’ altre pagine del 2 capitolo Nessun Commento

Finalmente mi sono orientato nell’amministrazione di wordpress. Per ora ho scelto questo tema. Se avete suggerimenti per dei settaggi grafici diversi, lasciate un commento. Il sito è navigabile con facilità? ieri mi sono impazzito a rendere il tema grafico tutto in italiano!

Oggi pomeriggio inseriro’ altre pagine del II capitolo e poi nei prossimi giorni il III. Per gli estratti di tutti e 9 i capitoli dovete avere un briciolo di pazienza. Conto che entro il mese di giugno saranno online.

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June 8, 2009 - 1:45 PM Nessun Commento

Oggi ho iniziato a caricare le prime pagine del primo capitolo 3 Commenti

Sto imparando ad usare wordpress. Perso tra i pdf del testo integrale e la scelta del tema grafico da dare al sito, ho intanto iniziato a caricare alcuni estratti del primo capitolo. Questo sito è ancora tutto da fare e disordinato, ma le parole di Pawl Hawken, sopratutto quando si devono scegliere i suoi passaggi piu’ significativi, ripagano dello sforzo. Buona lettura a chi capiterà da queste parti…

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June 7, 2009 - 3:31 PM Commenti (3)